Le prestazioni

 

La funzione integrativa è stata introdotta solo dal 1° gennaio 1991 a seguito dell’entrata in vigore della Legge n.218 del 30/7/1990 (Legge Amato) e del D.Lgs. n. 357 del 20/11/1990.
Parallelamente lo Stato Italiano a partire dagli anni 90 (inizialmente con d.lgs. n. 503/1992 e con la Legge n. 335/1995, poi seguiti da numerosi altri provvedimenti) ha profondamente modificato il sistema di previdenza  pubblica, con un graduale innalzamento dell'età pensionabile ed una progressiva diminuzione della misura di pensione. Tali leggi prevedevano l’estensione delle modifiche ai requisiti di accesso alla pensione anche ai fondi di previdenza ex-esonerati, pur ammettendo deroghe che le parti istitutive, Azienda e Sindacati, hanno applicato al fine di mantenere in vita  requisiti di accesso alla pensione più favorevoli rispetto a quelli Inps, con erogazione di trattamenti temporaneamente sostitutivi della pensione obbligatoria.
La Legge n. 449/1997 (Finanziaria 1998) soppresse definitivamente la possibilità per i fondi di previdenza ex-esonerati di mantenere regole di accesso alla pensione diverse e più favorevoli rispetto a quelle previste per la previdenza pubblica: la norma poteva peraltro essere derogata per periodi predeterminati, in presenza di garanzie attuariali sulla “tenuta” dei regimi pensionistici interessati. E’ quanto avvenne in Banca CR Firenze: con accordo del 29/1 – 08/04 1998, furono mantenuti per gli iscritti al Fondo requisiti di accesso alla pensione più favorevoli (età pensionabile a 60 anni per gli uomini e a 55 per le donne; pensione di anzianità sganciata dai requisiti anagrafici ed erogata al personale femminile con soli 30 anni di iscrizione) sino al 31 dicembre 2006. Gli accordi prevedevano la possibilità di integrare gli anni mancanti alla massima iscrizione al Fondo con contribuzione volontaria (nei limiti di 5 anni). Le prestazioni pensionistiche, invece, erano già state incrementate dal 1 gennaio 1994 grazie ai forti avanzi di patrimonio, con tre diverse aliquote di calcolo della pensione (85% - 82% - 78%) che sostituivano, sulla base dell’inquadramento degli iscritti, la precedente percentuale unica del 77,50%.
Come previsto dal nuovo Statuto approvato dagli iscritti mediante referendum nel 2011 ed in linea con quanto in atto per le pensioni decorrenti dal 1° gennaio 1994, la pensione liquidata dal Fondo integra il trattamento Inps fino a raggiungere complessivamente le percentuali di seguito indicate:
-  l’85% dell’ultima retribuzione pensionabile per i dipendenti che nei 48 mesi precedenti il pensionamento hanno percepito una retribuzione complessiva media imponibile inferiore a quella prevista dalla contrattazione collettiva per la categoria dei quadri direttivi di 4° livello (ex funzionari di grado 4°) del CCNL Credito;
-  l’82% dell’ultima retribuzione pensionabile per i dipendenti che nei 48 mesi precedenti il pensionamento hanno percepito una retribuzione complessiva media imponibile pari o superiore a quella prevista dalla contrattazione collettiva per la categoria dei quadri direttivi di 4° livello (ex F4) ma inferiore a quella prevista per la categoria dei dirigenti nominati tali prima del 2001;
- il 78% dell’ultima retribuzione pensionabile per i dipendenti che nei 48 mesi precedenti il pensionamento hanno percepito una retribuzione complessiva media imponibile pari o superiore a quella prevista dalla contrattazione collettiva per la categoria dei dirigenti ante 2001.
In caso di morte di un iscritto in servizio o di un pensionato diretto, viene riconosciuta una pensione indiretta o di reversibilità, secondo i requisiti stabiliti nel corrispondente regime obbligatorio.
La pensione del Fondo è calcolata sull'ultimo stipendio da cui sono generalmente escluse le voci di retribuzione variabile come gratifiche, lavoro straordinario, diarie, etc.
Le prestazioni del Fondo sono calcolate su un massimo di 35 anni di anzianità contributiva (l’Inps prevede una massima anzianità di 40 anni). Ovviamente la misura dell’integrazione del Fondo varia in base all’entità della prestazione Inps; tendenzialmente l’integrazione è più bassa per chi fruisce di una pensione obbligatoria calcolata col sistema “retributivo” ovvero ha più di 35 anni di iscrizione al Fondo, mentre è più alta per chi ha subito gli effetti della riforma del 1995 ed ha una pensione obbligatoria calcolata col sistema “misto”.
Per maggiori dettagli sulle prestazioni si rinvia alla lettura del nuovo Statuto.